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Parakharattein to nomisma

Mauro Folci

Falsifica la moneta

December 4, 2015

 

A un tale che gli assestò un colpo con una stanga e poi gli disse: “Stà attento!”, egli, dopo averlo colpito con il suo bastone, disse: “Stà attento!”. (Aneddoto riportato da Diogene Laerzio su Diogene il cane)

Non si sa bene cosa accadde, alcuni raccontano che fu il padre di Diogene, governatore della banca di stato a Sinope, a falsificare le monete, altri dicono che fu proprio il filosofo canino a falsificare le monete legali che il padre gli diede in consegna; altri ancora sostengono, sono notizie biografiche che riporta Diogene Laerzio, che essendo lui il supervisore della banca fu condotto dagli operatori finanziari a commettere la malversazione, confortato in questo dal responso di Apollo che per bocca dell’oracolo di Delfi si pronunciò con l’ingiunzione a falsificare la moneta: Parakharattein to nomisma. Si narra pure che ci fu un malinteso dovuto al molteplice significato di nomisma che vuol dire sia moneta corrente che costume, tradizione, norma e ciò che Apollo intendeva dire, sovverti le leggi dello stato, fu da Diogene interpretato come falsifica la moneta. Fu mandato in esilio. o forse fuggi. Vai a sapere come andarono le cose! Non si sa bene… si sa per certo invece che il falsifica la moneta inteso come sovversione dei valori dominanti è, assieme alla cura del sé, al discorso parresiastico e alla vita altra, alla forma di vita altra che è anche figurazione di un mondo altro, il cardine della filosofia cinica. Sono temi del resto che hanno occupato gran parte della filosofia antica con la differenza però sostanziale che i cinici estremizzavano tutto in una condotta di vita filosoficamente scandalosa. Sono argomentazioni e forme di vita che giungono a noi per via di quei filosofi, artisti e scrittori, ma pure di quei panettieri, parrucchiere e tranvieri che hanno fatto della propria vita, che hanno plasmato la propria vita come fosse un’opera d’arte. Giungono a noi per via di tutti quelli che in ognidove e in tutti i tempi, oltre a scardinare malsani pensieri e accademiche usanze, sono stati esempi e maestri di vita vissuta altrimenti.

Ora 18:00

 

ENG
Falsifies the coins

To a man who struck him a blow with a stake and then told him: “Be careful!” After hitting him with a stick, he said: “Be careful!”. (Anecdote reported by Diogenes Laertius on Diogenes as the dogged)

We don’t know what happened, some say that he was the father of Diogenes, the governor of the state bank at Sinope, that falsified the coins. Others say that it was precisely the dogged philosopher that falsified the legal money that his father gave him. From a biographical report by Diogenes Laertius, still others argue that being the supervisor of the bank, he was led by financial operators to commit embezzlement, encouraged by the response of Apollo who, through the oracle of Delphi, declared the injunction to falsify coins: Parakharattein to nomisma. It is also said that there was a misunderstanding, due to the multiple meaning of the nomisma, which both means currency and custom, tradition, and rule. What Apollo meant, to subvert the laws of the state, was interpreted by Diogenes as to falsify the currency. He was sent into exile. Or perhaps he escaped. Who knows how things went! We do not know… One thing we know for sure, however, is that the act that falsifies the coins is intended as a form of subversion of the dominant values and – along with the ‘taking care of themselves’ – to the parrhesiastic discourse and to the vita altra (other life), the form of life that is also a representation of another world, the cornerstone of the philosophy of cynicism. These are arguments and ‘forms of life’ that come to us because of those philosophers, artists and writers, but also bakers, hairdressers and bus drivers who have turned their lives, and that have shaped their life as a work of art. They come to us because of all those who, in everywhere and at all times, as well as disrupting dissolute thoughts and academic customs, they were examples and teachers of life lived otherwise.

 

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Photo by Claudio Pavione